Cinese, Giapponese, Coreano … c’è differenza ?! Italiani in Cina: Risposte articolate alle domande – tormentone

Cinese, Giapponese, Coreano … c’è differenza ?! Italiani in Cina: Risposte articolate alle domande – tormentone

CINESE, GIAPPONESE, COREANO …  C’È DIFFERENZA ?! ITALIANI IN CINA: RISPOSTE ARTICOLATE ALLE DOMANDE – TORMENTONE 

Essere italiani in Cina può essere un’ esperienza meravigliosa, ma, una volta rimpatriati, quanti riescono effettivamente ad evitare la seguente situazione-tipo?

–“ Studi Cinese?! … ARIGATO!”
–“Quello è giapponese!” 
– “ Cinese, Giapponese, Coreano … C’è differenza ?! ”

Nulla possono i prelibati piatti del Bel Paese contro lo sconforto in cui vengono gettati i sinofili di ritorno dal “Paese di Mezzo” all’ ascolto di questa domanda, madre di numerosi quesiti affiliati.

L’ incapacità di tracciare una linea di demarcazione tra i diversi stati dell’ Estremo Oriente e le relative culture è un fenomeno molto diffuso in Italia. La causa di tutta questa confusione è da attribuire soprattutto alla generalizzazione dei media e alla sommarietà con cui si analizza la storia e la geografia di questi paesi nelle scuole. E’ anche vero, però, che molto spesso siamo noi a non preoccuparci di informarci prima di attribuire un costume o un’ usanza all’ una o all’ altra nazione. In questo articolo cercherò di fare una velocissima panoramica sulle differenze sostanziali tra Cina, Giappone e Corea (del Sud), prendendo spunto proprio da quelle domande che, associate al “domandone” iniziale, denotano la confusione degli intervistatori nei confronti dell’ Oriente.

1) Studi Cinese? Ma che vuol dire Oppa Gangnam Style?!

♦ LA LINGUAProbabilmente darò un colpo al cuore a più di qualcuno, ma cinese, giapponese e coreano sono tre lingue differenti! Pur avendo avuto punti di contatto nel corso della storia, la capacità di comunicare in una di queste tre lingue, non implica in nessun modo la piena competenza nelle altre due. Capita invece spesso che mi si chieda il significato di termini giapponesi o di tradurre frasi dal coreano. Adesso cercherò di delineare mooolto brevemente le caratteristiche di queste tre lingue:

  • CineseIl cinese  fa parte della famiglia linguistica sino-tibetana ed è unacinese
    lingua tonale. Per chi non avesse dimestichezza con lo studio della linguistica, ciò vuol dire che il significato di ogni parola è determinato dal tono con cui essa viene pronunciata. Presenta perlopiù parole monosillabiche e bisillabiche e ad ogni sillaba corrisponde un carattere in scrittura. La lingua cinese non è dotata di un alfabeto. Esistono diversi tipi di caratteri (non solo ideogrammi) e si ritiene che conoscendo dai 3000 ai 4000 caratteri si è in grado di comprendere il contenuto di libri e pubblicazioni comuni.
  • Giapponese: Il giapponese è considerato unagiapponese lingua isolata: non si ritiene, infatti, essere imparentata con altre lingue. Presenta un sistema ibrido composto da Kanji (caratteri – prestiti – del cinese tradizionale) e alfabeti sillabici: Katakana (utilizzato per le parole straniere) , Hiragana (per suffissi, prefissi e particelle grammaticali) e Romaji (per la trascrizione del giapponese in caratteri latini).coreano
  • Coreano: Anche il coreano si ritiene essere una lingua isolata, sebbene alcuni studiosi sostengono sia imparentata con il mongolo. Nel corso degli anni ha anch’ essa subito una forte influenza cinese, ma, da circa 500 anni, grazie al re Sejong , la lingua coreana può beneficiare di un semplicissimo sistema di scrittura alfabetico detto “Hangul”.

* Ritornando al Gangnam Style, il brano, così come PSY, è sudcoreano. Gagnam è il distretto in cui si concentra la fascia di popolazione più benestante di Seoul ed è quindi la meta più ambita dalla maggior parte dei giovani coreani. Oppa è un termine che letteralmente significa “Fratello maggiore”, ma che le ragazze usano comunemente per rivolgersi ai ragazzi di età superiore alla loro o al proprio ragazzo. 

2) “Studi Cinese? Aaah, te lo mangi il SUSHI?!”

♦ LA CUCINAFar confusione tra i diversi tipi di cucina orientale è una vera e propria epidemia. In questo caso, l’incapacità di distinguere i diversi piatti del cibo asiatico è dovuta non solo alla scarsa curiosità dei consumatori, ma anche alla diffusione in Italia dei ristoranti “All you can eat” (perlopiù gestiti da cinesi) in cui spesso si servono insieme piatti della cucina giapponese e cinese … e alle volte anche “italiana”. Tuttavia le abitudini alimentari di cinesi, giapponesi e coreani sono diverse tra loro. Ecco le caratteristiche essenziali per ognuna di queste cucine:

  • Cucina Cinese: E’ caratterizzata perlopiù da cottura a vapore e frittura bacchette cinesiveloce (nel wok). Carne e pesce non si consumano mai crudi e le carni maggiormente consumate sono quella di maiale, pollo e manzo, mentre, nella parte più settentrionale della Cina, è molto comune trovare piatti a base di carne di pecora. L’ anatra arrosto è il piatto tipico della capitale. L’ olio è sempre di semi, ma il condimento principale è la salsa di soia. Sono usati numerosi tipi di verdura a foglia verde, porri, aglio e cipolla. Il riso, ovviamente, non manca mai, ma anche gli spaghetti in zuppa sono molto diffusi.  Secondo la cucina cinese cibarsi è un atto di armonia e bellezza e quando lo si fa si devono combinare 5 sapori fondamentali (acido, piccante, amaro, dolce e salato) e 6 gradi di gusto (fresco, fragrante, fondente, secco, morbido e croccante),
    quindi, arrivati in Cina, dimenticatevi l’ ordine occidentale delle portate.
  • Cucina GiapponeseQui chi dice Sushi, dice bene! Sushi, Sashimi ed altri raffinati bacchette giapponesipiatti con pesce crudo sono alla base della cucina nipponica che, tuttavia, non comprende solo questo tipo di portate. Essa annovera, infatti, anche fritture leggere – Tempura, zuppe – come Ramen e il Wonton e molti altri deliziosi piatti. Ovviamente, anche per questo tipo di cucina, il riso bianco è indispensabile.
  • bacchette coreaneCucina Coreana: La cucina coreana è caratterizzata da riso, salse molto piccanti e verdure. Queste ultime salate e fermentate, insieme alla caratteristica salsa di pesce e alla polvere di peperoncino, costituiscono gli ingredienti base del Kimchi, uno dei piatti coreani più popolari. Particolarmente gustosa è la carne alla brace detta Pulgogi. Un altro piatto molto famoso è il Pibimbab (una grande ciotola contenente riso al vapore mescolato con verdure, carne, uova e salsa di peperoncino).

 

3) Studi Cinese? Yatta!!!

♦ LE ARTI MARZIALI:Altro elemento che crea non poca confusione tra gli interessati alle nuove dall’ Oriente, è certamente il mondo delle arti marziali. Farò pertanto una breve presentazione delle più famose distinguendole per paese d’ origine:

  • Cina: Il Kung FuPunto primo: Il Kung Fu è cinese. Punto secondo: il kung laotermine, in cinese, non identifica un’ arte marziale, né uno stile di combattimento, ma semplicemente “un’ attività svolta con maestria”. Attualmente la parola viene utilizzata per indicare l’ insieme di tutte le arti marziali cinesi (Wu Shu) che, a loro volta, comprendono stili, sottostili con caratteristiche differenti (Shaolin, Hung gar, Wing Chun, Taiji ecc…). Secondo la leggenda il Kung Fu (Gong fu) è nato, ad opera di un monaco buddhista (Bodhidarma), nel tempio di Shaolin nel VI sec. con lo scopo fornire ai monaci un metodo che li aiutasse, sia a concentrarsi durante la meditazione, sia a difendersi dagli attacchi di briganti e bestie feroci. Esso è, adesso, considerato dai cinesi un vero e proprio stile di vita. “Il vero Gong fu”, come spiega Giacomo Dubois, allievo del maestro Chen Yu, “va al di là delle capacità perfettamente fisiche e, grazie alla meditazione e alla forza della mente – non mente, consente l’accesso all’ energia”. Esso rappresenta, quindi, uno strumento per riconoscere e superare i propri limiti attraverso un allenamento costante e continuo che favorisce lo sviluppo di grandi capacità sia fisiche che interiori.
  • Giappone: Karate, Judo & Jujitsu. Forse tra le più popolari in Occidente, queste tre arti marziali jiiiinsono giapponesi. Il termine Karate, letteralmente “mano vuota”, indica che questa disciplina non prevede l’ utilizzo di armi. Essa è nata sull’ isola di Okinawa (della Cina fino al 1879). Con il tempo si sono sviluppate diverse tipologie di Karate, tutte basate su calci, pugni, ginocchiate e colpi a mano aperta su zone del corpo particolarmente sensibili. Il principio alla base di esse è sempre quello di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Il Judo, letteralmente ”Dolcezza” è l’ arte marziale nata da Jigoro Kano. Vittima di bullismo da piccolo, il maestro pensò di ideare un sistema di combattimento che, sfruttando leve e spostamenti, rese irrilevante dimensioni e forza dell’ avversario. Il Jujitsu, in giapponese “tecnica cedevole”, mira invece ad annullare l’ attacco dell’ avversario conhwoarang movimenti morbidi e cedevoli.
  • Corea: il Taekwondo:
    La “Disciplina dei pugni e dei calci in volo”, si concentra, come è facilmente intuibile, sull’ utilizzo degli arti come armi, in particolare quelli inferiori.  Il Taekwondo basa la propria peculiarità su istinto, riflessi, velocità, e capacità di gestire l’ avversario. Nel 1971 è diventato lo sport nazionale della Corea del Sud.

MA COME DISTINGUI I CINESI, GIAPPONESI E COREANI ?

Eccoci al punto. E’ una domanda che mi sono posta e mi è stata posta più volte. Ho cercato la soluzione da sola, ho letto articoli, consultato volumi, studiato i tratti somatici e la teoria più gettonata sostiene che :

  • i cinesi abbiano il viso più largo ed un naso più piatto rispetto a giapponesi e coreani;
  • i giapponesi presentino un viso più allungato con zigomi più bassi, occhi più lunghi e nasi più pronunciati;
  • i coreani siano caratterizzati da un viso più piatto, con zigomi alti e squadrati ed occhi più piccoli.chinesejapaneseorkorean

Tuttavia tale teoria, sebbene diffusa, è poco attendibile, innanzitutto perché non tiene in considerazione la grandezza della Cina e le numerose etnie che la popolano, poi perché tende ad attribuire, a popoli che vivono ad una così breve distanza, caratteristiche nette che invece sono facilmente riscontrabili tra cinesi, giapponesi e coreani. Dunque ho deciso di chiedere ai diretti interessati e, con mia grande sorpresa , la risposta è stata pressoché unanime: Non è facile distinguere questi tre popoli fisicamente tanto quanto lo è per noi affermare con certezza che la persona che abbiamo davanti sia italiana, spagnola o francese. Diciamo pure che diverse migliaia di anni di storia alle spalle, caratterizzata da scambi, migrazioni e contaminazioni, rendono impossibile una netta distinzione somatica tra cinesi, giapponesi e coreani. La soluzione è  la stessa che utilizzeremmo per distinguere i nostri connazionali dai nostri “vicini”: osservare i comportamenti, i gesti e l’ abbigliamento ed anche in questo caso, ovviamente, la certezza di dare la risposta esatta non sarebbe assoluta.

Ovviamente anche in Oriente gli stereotipi relativi ai popoli asiatici non mancano. Per rendere un’ idea su come, affidandosi ai luoghi comuni, gli orientali vedono loro stessi, citerò una barzelletta che mi è stata raccontata, con molta autoironia, proprio da un cinese:

“Come si fa ad indovinare il paese di provenienza dell’ asiatico che hai davanti? È facile, se è intelligente è cinese, se è ricco è giapponese, se è bello è coreano!”

Come già precisato, si tratta di una battuta basata sullo stereotipo del cinese totalmente concentrato nella scalata del successo, che quindi non presta molta attenzione al look; sull’ immagine del giapponese benestante che, con un lavoro ben pagato, è in grado di sfoggiare articoli di alta qualità (abiti, accessori o automobili) ed infine sul luogo comune dei sudcoreani ossessionati dal mito della bellezza, che “investono” gran parte delle loro risorse in cosmetici, vestiti alla moda e chirurgia plastica. È forse quest’ultima che rende i giovani sudcoreani facilmente distinguibili. Certamente, dietro queste immagini stereotipate, si nascondono delle tendenze abbastanza diffuse, ma, come italiani etichettati “mammoni” ben sappiamo, le generalizzazioni, in quanto tali, tendono a non rappresentare le diverse sfumature e sfaccettature sociali.

Se siete convinti della vostra indiscutibile capacità di distinguere cinesi, giapponesi e coreani ecco, su questo sito nato proprio dalla curiosità e dall’ autoironia di un ragazzo asiatico, un quiz che testa il vostro grado di competenza in materia: alllooksame.com (non è necessario immettere il proprio indirizzo e-mail. I dati forniti servono solo a stabilire una classifica dei migliori) .

Nel prossimo articolo troverete risposta alla “domanda – tormentone numero 4 :

Ma è vero che i cinesi mangiano i cani?

Mariantonietta Fornabaio

Noi di LTL sosteniamo l’ importanza dell’ immersione culturale durante il processo di apprendimento di una lingua straniera, è per questo che combiniamo i nostri corsi di cinese con esperienze extrascolastiche quali pranzi, cene ed uscite di gruppo nei luoghi più caratteristici delle città prescelte.

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