I cinesi sono tutti uguali? Italiani in Cina: Risposte articolate alle domande – tormentone

I cinesi sono tutti uguali? Italiani in Cina: Risposte articolate alle domande – tormentone

I CINESI SONO TUTTI UGUALI? ITALIANI IN CINA: Risposte articolate alle domande – tormentone

Come ai tanti italiani che hanno deciso di vivere in Cina, mi capita spesso, al mio ritorno in patria, di dover rispondere alle classiche domande tormentone sul “Paese di Mezzo”. In genere, sono solita replicare con molta ironia a questo tipo di quesiti, anche perché, nella maggior parte dei casi, essi non esigono una vera e propria risposta, ma ambiscono ad ottenere semplicemente un “si”, un “no” o, peggio ancora, un silenzio-assenso in replica.
Quello che ho deciso di fare in questa serie di articoli è, per me, del tutto rivoluzionario: proverò a rispondere in maniera seria e dettagliata, proprio a quelle fatidiche domande che, una volta poste, causano costernazione, sbigottimento e scofforto al ricevente. Ma, prima di passare all’ analisi della prima di esse, leggiamole insieme in questo breve elenco:

  1. “Ma è vero che i cinesi sono tutti uguali?”
  2.  Vivi in Cina?! Ma perché i cinesi mangiano con le bacchette?
  3. :“Studi Cinese?! … ARIGATO?!”–: È giapponese! – :”Cinese, giapponese, coreano … C’è differenza?!”
  4. Ma è vero che i cinesi mangiano i cani?
  5. Ma dove vanno a finire i cinesi quando muoiono in Italia ?

Adesso che le abbiamo elencate, possiamo finalmente passare allo studio della prima:

MA È VERO CHE I CINESI SONO TUTTI UGUALI?

Secondo la mia vecchia abitudine, dovrei rispondere affermativamente al quesito e poi mostrare la mia perplessità domandandomi se, effettivamente, ho tanti amici cinesi o soltanto uno con tanti diversi numeri di telefono. Tuttavia, l’obiettivo di questa serie di articoli me lo impedisce e quindi ecco la mia risposta articolata:

Ovviamente NO. I cinesi non sono tutti uguali. La Cina ha un’estensione territoriale poco inferiore a quella dell’intera Europa e vanta più di 1,35 miliardi di abitanti, facenti parte di ben 56 gruppi etnici diversi. Adesso, se davvero tutte queste persone avessero lo stesso aspetto, sarebbe una bella grana per la burocrazia del luogo fare ordine in un mondo di cloni.
Asian-European-Face
Così come la bellezza, anche la percezione della diversità è negli occhi di chi guarda, quindi, basandomi sui concetti che in psicologia vengono chiamati “Anticipazione Percettiva“e “Other-Race Effect” , proverò ora a sintetizzare il processo che ci fa sembrare i cinesi o, peggio ancora, gli asiatici tutti uguali:

Quando osserviamo un volto, inconsciamente, cataloghiamo l’immagine nella memoria ponendo l’attenzione sulle caratteristiche uniche che distinguono quel volto da tutti gli altri. Ovviamente, in un gruppo di individui che presentano gli stessi tratti somatici, il nostro cervello dovrà memorizzare più dettagli discriminanti. Nella realtà, tale processo è istintivo, infatti, non ci richiede molta fatica distinguere le diverse facce degli abitanti dell’Europa.

Ma perché allora gli asiatici ci sembrano tutti uguali?

Il processo che li rende simili ai nostri occhi è strettamente collegato a quello appena analizzato: per distinguere una persona asiatica in un gruppo di europei, al nostro cervello basterà memorizzare i dettagli “occhi a mandorla, capelli neri”, ogni altro elemento sarebbe superfluo, giusto? Al contrario, se dovessimo distinguere le diverse facce degli europei presenti nel gruppo, dovremmo memorizzare un maggior numero di dettagli. E’ un processo di sintesi che, applicato in più occasioni simili, porta alla classica espressione “ gli asiatici sono tutti uguali!”. Vien da sé che, quando ci troviamo, invece, in un Paese o in un continente che non sia il nostro, la memoria è costretta anche lì a registrare più dettagli per distinguere individui con gli stessi tratti somatici: nasi larghi, stretti, schiacciati; labbra carnose o sottili, occhi all’ ingiù, infossati ecc… Nel caso in cui andassimo in Asia, ad esempio, la discriminante “occhi a mandorla capelli neri” non basterebbe più,ma occorrerebbe far caso ad un maggior numero di dettagli ed ecco che, dopo qualche giorno, ci renderemmo conto di essere tranquillamente in grado di indicare le differenze fisiche tra uno, due, dieci, cento, mille, un miliardo e trecento milioni di cinesi!

Ciò che la maggior parte degli occidentali ignora è che anche per i cinesi non è semplice ricordare le nostre facce. Ricordo ancora quando, più di un anno fa, la mia amica cinese Cecilia Jing spettegolando mi confessò: “A me le facce dei ragazzi occidentali sembrano tutte uguali!”. Questa affermazione, in un primo momento, mi sembrò assurda e paradossale, ma, analizzando la questione alla luce di quanto detto sopra, non è poi così difficile comprendere le ragioni che l’hanno generata.

Quindi, sostenitori dell’impossibilità di distinguere un cinese dall’ altro, fatevene una ragione, la questione non è oggettiva, ma soggettiva o, meglio ancora, percettiva e legata certamente alla sensibilità che abbiamo nell’ osservare i dettagli che caratterizzano il mondo che ci circonda.
A breve la risposta a : Vivi in Cina?! Ma perché i cinesi mangiano con le bacchette?

Mariantonietta Fornabaio

Noi di LTL sosteniamo l’importanza dell’immersione culturale durante il processo di apprendimento di una lingua straniera, è per questo che combiniamo i nostri corsi di cinese con esperienze extrascolastiche quali pranzi, cene ed uscite di gruppo nei luoghi più caratteristici delle città prescelte.

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