Dove vanno a finire i cinesi quando muoiono in Italia? Italiani in Cina: Risposte articolate alle domande – tormentone

Dove vanno a finire i cinesi quando muoiono in Italia? Italiani in Cina: Risposte articolate alle domande – tormentone

DOVE VANNO A FINIRE I CINESI QUANDO MUOIONO IN ITALIA ? ITALIANI IN CINA: RISPOSTE ARTICOLATE ALLE DOMANDE-TORMENTONE

Dopo aver dato una risposta articolata a: “Ma è vero che i cinesi sono tutti uguali?”;“Perché i cinesi mangiano con le bacchette?”; “Cinese, Giapponese, Coreano … C’è differenza?! ” e “. È vero che i cinesi mangiano i cani?” ecco la mia spiegazione seria a quello che forse è il quesito per eccellenza che attanaglia, non solo gli italiani che vivono in Cina, ma chiunque abbia mai avuto a che fare con l’Asia in generale :

“Ma dove vanno a finire i cinesi quando muoiono in Italia ?”

Contrariamente a quanto affermano le ironiche dicerie, ammettiamolo, completamente prive di tatto, nei confronti di un argomento che andrebbe invece trattato con rispetto, i defunti cinesi non vengono sotterrati alla meglio, gettati in mare o serviti sulle tavole dei ristorantini gestiti dai loro connazionali. È tantomeno possibile poi parlare di immortalità dovuta alla “miracolosa” medicina tradizionale cinese.

“Ma allora perché non ho mai visto un funerale cinese?”

I motivi sono diversi e legati a questioni di carattere culturale e sociologico:

Per prima cosa va tenuto presente il fatto che l’emigrazione di massa cinese in Italia è un fenomeno relativamente recente. Sebbene, infatti, si siano registrati numerosi ingressi durante gli anni 80’ del Novecento, il vero e proprio boom dell’immigrazione cinese in Italia si è verificato nei decenni successivi, per cui, l’età media degli immigrati è decisamente bassa. Ad oggi, il 48,6% di essi ha meno di 30 anni e solo il 2,0% ha un’età superiore ai 60 anni. Va poi considerato che, per la cultura cinese, morire nella propria casa rientra nella concezione di “buona morte”: pertanto trascorrere in patria l’ultima fase della propria vita è un desiderio comune a molti cinesi. Va inoltre considerato che curarsi in Cina, per i cinesi, è certamente più facile ed economico.

Quando però la morte sopravviene senza lasciare il tempo di prendere le ultime decisioni in merito, restano due opzioni: la prima è quella di seppellire il defunto in uno dei cimiteri della Penisola, che, contrariamente a quello che si afferma senza fondamento, ospitano anche tombe cinesi; la seconda è quella di rimpatriare la salma o, come accade nella maggior parte dei casi, le ceneri nel Paese di Mezzo, per fa sì che esse beneficino dei riti funebri del culto professato.

funerale cineseI riti, notevolmente semplificati dai tempi del “Grande Balzo” (1958- 1959), variano in base alla credenza della famiglia e allo status sociale del defunto. In ogni caso essi rappresentano per i cinesi, un momento determinante nel passaggio dalla vita terrena all’aldilà e un rito male organizzato influirebbe non solo sul destino dello spirito, ma anche sulla sorte della famiglia del defunto. Non è però sempre possibile, per le famiglie cinesi emigrate in Italia, osservare in terra straniera tutte le proprie tradizioni: pratiche come quelle di bruciare soldi e oggetti di carta o di onorare il defunto con la veglia continuata nelle camere mortuarie non sono consentite. In genere i familiari rimediano bruciando i piccoli oggetti di carta all’aperto e accendendo candele e diffondendo musica all’interno della camera. Anche il tradizionale corteo che accompagna la salma con musica e scoppio di petardi durante il percorso dalla casa al cimitero, ormai sopravvissuto soltanto nelle aree rurali cinesi, è difficilmente avvistabile in Italia. Qui, infatti, le famiglie preferiscono trasferire direttamente il feretro dalla abitazione al luogo di sepoltura. Il colore legato al lutto, nella cultura Cinese, è il bianco, ovvero l’assenza di colore. Bianchi sono i fiori, i foglietti di carta appesi alle porte e bianchi sono anche i panni che coprono il capo dei familiari del defunto. I foglietti di carta rossi, invece, proteggono i presenti dalla energia mortale. Per scongiurare l’eventualità che partecipanti alla veglia subiscano un lutto in famiglia, vengono coperti o rimossi gli specchi: sarebbe la visione della bara riflessa a causare la nefasta conseguenza. La bruciatura di incensi è considerata molto importante perché si ritiene renda possibile la connessione tra il mondo dei vivi e l’aldilà. A cerimonia finita, secondo la tradizione, la famiglia non può tornare direttamente a casa, perché sarebbe di cattivo auspicio; in genere i presenti prendono parte ad un banchetto in memoria del defunto.

Se anche a voi, pensando al V domandone, tornano alla mente le parole di Roberto Saviano in “Gomorra”: “I portelloni mal chiusi si aprirono di scatto e iniziarono a piovere decine di corpi. Uscivano dai container uomini e donne. Morti. Erano i cinesi che non muoiono mai.” trovo utile segnalarvi le interessanti obiezioni in merito fatte dai ragazzi di Associna (italo-cinesi di seconda generazione).

Con questo articolo si chiude la mia serie de “I domandoni degli italiani in Cina”. Se tuttavia avete altri dubbi, tarli o curiosità, vi prego di inserire il vostro commento nella casella in basso. Io da parte mia mi imegno a studiare, ricercare, ed intervistare per fornire le risposte più esaustive alle vostre domande.

Alla prossima.

Mariantonietta Fornabaio.

Noi di LTL sosteniamo l’importanza dell’immersione culturale durante il processo di apprendimento di una lingua straniera, è per questo che combiniamo i nostri corsi di cinese con esperienze extrascolastiche quali pranzi, cene ed uscite di gruppo nei luoghi più caratteristici delle città prescelte.

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