Imparare il cinese: Memorizzare i caratteri cinesi senza impazzire!

Imparare il cinese: Memorizzare i caratteri cinesi senza impazzire!

Imparare il cinese: Memorizzare i caratteri cinesi senza impazzire!

Navigando in rete è così facile imbattersi in siti, blog e canali youtube che vantano di aver trovato “IL METODO” infallibile per memorizzare i caratteri in poco tempo che, se davvero fosse così, dopo un mese di studio dovremmo essere tutti in grado di ostentare il nostro cinese livello madrelingua.

Purtroppo la realtà è ben diversa da quanto questi “santoni della lingua” ci raccontano. Lo studio del cinese richiede tempo, dedizione e tanto impegno. Va poi considerato il fatto che non tutti i cervelli funzionano allo stesso modo. C’è chi ha una memoria fotografica, chi invece memorizza più facilmente i suoni, chi ha bisogno di passare tanto tempo sui libri per far proprio un contenuto e chi invece dopo una prima lettura preferisce ripassare a mente la nozione appena memorizzata.
Una sola persona, inoltre, può far riferimento a diversi sistemi di memorizzazione in base alle proprie esigenze del momento, pertanto è impossibile definire il metodo perfetto per tutti gli studenti. Ciò che è certo è che anche le persone che hanno un approccio più didattico allo studio del cinese, hanno certamente un meno serio, se vogliamo anche definibile “sciocco” metodo per memorizzare i caratteri.

A BEAUTIFUL MIND STYLE

beautifulQuesto è un metodo decisamente comune tra gli studenti di cinese: quando si ha una lista di caratteri da memorizzare l’unica opzione possibile sembra essere quella di iniziare a scrivere i caratteri in questione su qualsiasi superficie disponibile (libri, quaderni, post it, specchi etc…).
Questo metodo, decisamente utile e efficace è altamente rischioso per la reputazione del soggetto studiante che in base al grado di affetto o parentela con l’attonito spettatore di questo indecoroso spettacolo potrà essere paragonato al genio disturbato John Nash (vedere “A Beautiful Mind”) o, nel peggiore dei casi allo psicopatico Jack Torrance protagonista di “Shining” autore dei deliranti dattiloscritti che ripetono all’infinito la frase “Il mattino ha l’oro in bocca” (“All work and no play makes Jack a dull boy” nella versione originale).

INVENTARE STORIELLE

Ogni carattere cinese è composto da radicali, una sorta di chiave interpretativa che fornisce un indizio sulla classe semantica di appartenenza, o più semplicemente sul significato, del carattere che si ha davanti. Per esempio il radicale  (malattia) lo si trova nella maggior parte dei caratteri legati al malessere fisico o alle patologie : 疼痛 téngtòng (dolore), 病毒 bìngdú (virus),  痘疱 dòu pào (acne).

I radicali cinesi sono 214. Studiarli fin dall’inizio può essrere utile ed è quindi consigliato. Farlo inoltre garantisce la possibilità di inventare molte più storielle per ricordare la scrittura dei caratteri più complessi. Queste storielle sono perlopiù deliranti e, soprattutto, prive di fondamento storico, linguistico e scientifico ma possono rivelarsi particolarmente utili per la scrittura dei caratteri più complessi. Volete un esempio pratico? Eccovi serviti:

Uno dei primi caratteri per cui ho creato una stupida storiella (di cui mi vergogno e per cui mi scuso in anticipo) è il “” di “德国” Déguó (Germania).

Secondo la versione ufficiale:

virtù; bontà; moralità; etica; gentilezza; abbr. per 德国
guó Paese; Nazione; Stato;

德国 secondo la mia versione ciarlatana:

deguo duiwolaishuo

 

*Le parole in nero sono i radicali reali. Le parti in rosso sono i ragionamenti “trip mentali” che hanno generato la storiella citata tra virgolette.
Ma, tenetevi forte, non è tutto, grazie ad un mio amico ho appreso una seconda versione ciarlatana.

deguo2

ASSONANZE

In cinese non leggo lettere, ma associo suoni dati a caratteri. Avendo un grande numero di caratteri (la lettura di un giornale richiede la conoscenza di almeno 3000), la memoria deve compiere triplo lavoro assegnando ad ogni forma scritta significato e suono. Quando alcuni suoni proprio non si riescono a memorizzare, in alcuni casi fortunati, sono altre lingue o dialetti di nostra conoscenza ad esserci d’aiuto. Un esempio?

蜡烛 (candela) si pronuncia “Làzhú”. La pronuncia del suono “zhu” è molto simile all’italiano “giu” pertanto, “Làzhú” suona come “Laggiù”. “Laggiù è buio, se proprio vuoi andarci, porta con te una candela!”.

Ne volete una più divertente?

Come si dice “destino”/“fato” in cinese?
命运” (Mìngyùn!).
Se non ci credi sei un “Mìngyùn”! (forma dialettizzata del termine “Minc**one“!).

So benissimo che quest’ultimo esempio è pessimo, ma …provate a dimenticare il termine ora?!

Se queste ultime tecniche di memorizzazione poco ortodosse non fanno per voi e preferite affidarvi alla logica, una soluzione ragionevole è costituita da…

LE PAROLE SCOMPOSTE

Quando si hanno delle parole bi- o trisillabiche, il modo più facile per memorizzarle è certamente cercare il significato dei singoli caratteri e risalire alla logica che si nasconde dietro la formazione della “parola composta”.

Un esempio?

ITA-cinese-parole-scomposte3

Logico no?

Per scoprire le altre scomposizioni di parole create da LTL  clicca qui.

Come dimostrato una sola persona può trovare ed inventare diversi sistemi, più o meno convenzionali, per imparare il cinese. Non esiste un metodo assoluto, ma esistono tante tecniche diverse che, se condivise, possono facilitare a molti l’apprendimento di una lingua così complessa.

Se anche tu hai delle “Storielle inventate” o delle “assonanze divertenti” legate ai caratteri cinesi, commenta questo articolo… Le più divertenti verranno pubblicate su uno dei prossimi articoli di questo sito.

Mariantonietta Fornabaio

Share Button

0 Comments

Leave A Reply