Musica che unisce. Gli strumenti tradizionali cinesi e il pop

Musica che unisce. In Cina gli strumenti tradizionali suonano il pop

Mi sono chiesta più volte con quale argomento chiudere questo atipico mese di Novembre. I tragici fatti di Parigi, entrati come un treno nella nostra quotidianità hanno trovato, in ogni angolo dei media, spazio per analisi più o meno autorevoli e obbiettive. Abbandonato a metà scrittura un articolo in cui mi impegnavo a spiegare il complesso e antico rapporto che lega Cina e Islam, sono giunta alla conclusione che l’invito a vivere la vita del presidente Hollande è forse la strada giusta per rendere inefficace la strategia del terrore che i miliziani dell’ISIS intendono diffondere nell’intero Occidente. All’indomani della notte del 13 novembre, infatti, a distogliere momentaneamente lo sguardo dai fotogrammi dei corpi dilaniati, delle fughe disperate e degli scontri a fuoco è stata la musica. paino_1447527458756_491720_ver1.0_640_360La musica di un ragazzo qualsiasi che con le note di John Lennon ha fermato per qualche minuto la corsa alle notizie più cruente, i dibattiti a caldo sulla differenza tra un “noi” e un “loro” difficile da definire e la demonizzazione ingiustificata dell’intero mondo musulmano. La potenza della musica, o, se vogliamo, più in generale dell’arte, ha unito in un’atmosfera surreale di cordoglio e commozione i presenti, reali e virtuali, riportando, purtroppo per un secondo soltanto, l’attenzione sugl
i uomini e non sui gruppi (di vittime, di assassini, di fedeli) in cui la perdita della dimensione del singolo corrisponde, da una parte e dall’altra, alla perdita dei sentimenti di compassione e umanità.

Se la musica, se l’arte diventano un inno alla vita, alla condivisione, alla partecipazione, è quindi giusto andare avanti e godere della gioia che melodie, tele o pellicole sono in grado di darci.

Alla luce di quanto detto, ho deciso quindi di riprendere l’articolo su cui stavo lavorando già il mese scorso, e che avevo temporaneamente congelato, a causa della sua “inadeguatezza al lutto”.

La musica di cui parlo proviene da strumenti tradizionali cinesi suonati perlopiù in epoche passate, ma che negli ultimi anni sono stati utilizzati per creare inedite covers di famosi brani occidentali.

二胡Gli strumenti tradizionali cinesi in questione sono l’Erhu (二胡)detto anche “Cordofono barbaro” ed il Guzheng (古筝). Il primo, che ricorda il violino occidentale, è dotato di due corde, di un archetto e di una cassa armonica esagonale, ottagonale o tonda. Ebbe una grande diffusione nel periodo Qing (1644-1911). 古筝Il secondo appartiene invece alla famiglia delle cetre. E’ dotato di 21 corde da pizzicare con quattro plettri applicati sulle dita della mano destra e da premere con la sinistra. Lo strumento, che in passato veniva utilizzato soprattutto nelle orchestre di corte, adesso spopola tra i giovani musicisti che si divertono ad impiegarlo nella composizione di brani moderni e popolari.

Ma vediamo come suonano alcuni brani occidentali suonati con questi strumenti tradizionali cinesi…

“Stay” Rihanna + Mikky Ekko

Il violoncellista canadese Nicholas D. Yee insieme a William Lau (erhu) e a Petros Kusmu (chitarra) ha realizzato la cover del brano di Rihanna. Il video, pubblicato nel 2014, ha raggiunto ad oggi più di 60.000 visualizzazioni su Youtube.

“Someone like you”- Adele

Il celeberrimo brano della cantautrice britannica viene eseguito dal tastierista Javin Tham e dal suo clone in video (sempre Javin Tham) suonatore di Erhu…

“All About that Bass” – Meghan Trainor

In questo video all’Erhu di Kenny Chu si aggiunge un altro strumento tradizionale cinese detto Pipa (琵琶) di Charmaine Chan. Appartenente alla famiglia dei liuti, esso è formato da un corpo in legno a forma di pera, con un numero di tasti variabile tra 12 e 26, ed un manico praticamente inesistente. Ecco i due strumenti nell’esecuzione del divertente brano di Miss Trainor…

Se l’esecuzione del brano di Kenny e Charmain è stata di vostro gradimento, probabilmente amerete anche la loro versione di “Uptown Funk” di Mark Ronson ft. Bruno Mars.

Animals – Maroon 5

Con tutta questa musica commerciale, come lasciare fuori i Maroon 5 ?! La singaporiana Goh Hui Ting, dalla sua piccola postazione domestica ha realizzato la sua versione di “Animals”. Il video non è certo accattivante come quello con Adam Levine, ma il risultato non è niente male.

Ascoltiamo adesso il pop suonato con il Guzheng…

Chandelier – Sia + Wrecking Ball – Miley Cyrus

Incominciamo con un medley proposto dai MUSA. Le gemelle singaporiane  Su-Min e Su-Hui, insieme al compositore e percussionista  Dayn Ng ci presentano un nuovo strumento tradizionale: il Zhongruan ( 中阮) composto da 24 tasti sulla, 4 corde ed una cassa tonda. Di solito è suonato con un plettro, ma alcuni preferiscono il contatto diretto con le dita.

Stand by Me – Ben E. King

L’arpista Garyan Wong ci presenta questa inedita versione del celebre brano del 1955. Una rivisitazione in cui non manca certo l’elemento sorpresa…

Titanium – David Guetta

Questa versione del tormentone del 2011 è resa ancora più interessante dalla presenza di due Guzheng. Chi l’ha detto che l’electro house non si può suonare alla vecchia maniera?!

Rolling in the Deep – Adele

Come ha lei stessa dichiarato al momento della pubblicazione, nel 2012, Xu Hewei, la studentessa di legge con la passione per la musica, non poteva immaginare di diventare un fenomeno del web. Con innumerevoli visualizzazioni sia su Youku che Youtube, l’ordinaria ragazza cinese (come essa stessa si definisce) ha realizzato una delle cover di Adele più amate della rete.

Sperando che anche voi abbiate apprezzato queste versioni “tradizionali” di brani pop (molte delle quali a mio avviso di gran lunga migliori delle originali), vi lascio con quella che è probabilmente la mia preferita nonché la più completa in quanto è suonata dall’intera China National Orchestra…

Roar – Katy Perry

articolo a cura di Mariantonietta Fornabaio