Italiani in Cina: Guida pratica alla traduzione in cinese dei più diffusi gesti italiani

Arrivati in Cina la sensazione di essere a contatto con una cultura completamente diversa dalla propria diventa pian piano una meravigliosa certezza; tuttavia, per quanto ci si sforzi ad immergersi completamente nella calda atmosfera cinese, è impossibile, per noi italiani, perdere i tratti distintivi che ci hanno resi famosi in tutto il mondo. Uno di questi è certamente la gestualità.

Durante il mio periodo di studio a Pechino mi è spesso capitato che amici e professori cinesi mi chiedessero, incuriositi, per quale motivo, durante un discorso, le mie mani iniziassero a tracciare in aria traiettorie inconsuete e apparentemente casuali. Dopo un primo momento di smarrimento ho realizzato che la comunicazione gestuale non è poi così diffusa e articolata al di fuori dei confini italiani. Allora, aiutata da Viola XiaoYing, giovane studentessa cinese di italiano, ho pensato di catalogare, in questa piccola guida, i gesti che comunemente usiamo noi italiani e di trovare, per ognuno di essi, l’esatta traduzione in cinese.

italians chinaCominciamo dal diffusissimo gesto della “mano a carciofo” mossa dall’ alto verso il basso. Dopo un’attenta analisi, sono giunta alla conclusione che esso non ha un significato proprio, ma, piuttosto, sostituisce il punto interrogativo, la cui domanda è strettamente legata alla situazione in atto, quindi all’ occasione, traducibile con :

你要什么?(Nǐ yào shénme?) “Cosa c’è?”
你干吗? (Nǐ gànma?) “Cosa fai?”
你笑什么?(Nǐ xiào shénme?) “Cosa hai da ridere?”
怎么了?(Zěnmele?) “Che succede?”

Quando lasciamo spontaneamente scivolare la nostra mano dal collo verso il mento e poi tronchiamo il suo percorso con movimento secco, noi italiani vogliamo comunicare che non siamo particolarmente interessati ad una faccenda; per i nostri amici cinesi, invece, sarà sufficiente esprimersi con uno schietto:

我不在乎 (Wǒ bùzàihu) o 我不在意(Wǒ bù zàiyì) “Non mi interessa”.

Nel caso ci sia bisogno di allontanare con veemenza qualcuno che ci disturba, sarà necessario accompagnare il doppio movimento della mano che indica la direzione con le parole:

滚开! (Gǔn kāi) “Va’ via!”

Nel momento in cui vogliamo chiedere al nostro interlocutore se è impazzito o se ha qualche rotella fuori posto, fissarlo picchiettandoci la tempia con l’indice potrebbe non bastare. E’ consigliabile infatti, per non passare noi per matti, affiancare al gesto le parole:

你有病吗?(Nǐ yǒu bìng ma?) letteralmente: “Sei malato?!”
你的脑子进水了?(Nǐ de nǎozi jìn shuǐle?) letteralmente: “ti è entrata dell’acqua nel cervello ?!

Quando, invece, spazientiti, vogliamo porre fine al comportamento fastidioso del nostro interlocutore, con un movimento secco, spingiamo entrambe le mani verso l’esterno e con forza esclamiamo …

算了吧!(Suànle ba!) “Basta!”
得了吧!(Déle ba!) “Piantala!”

Qualora la persona a cui ci accompagniamo ci mollasse all’ improvviso e noi volessimo comunicare la nostra inaspettata delusione ad un amico, basterà riproporre la “mano a carciofo” ruotando il polso per due volte. Se l’amico in questione è cinese, sarà molto più facile attirare la sua attenzione esclamando:

我被冷落了!(Wǒ bèi lěngluòle!) “Sono stato piantato in asso”

Se si è alla ricerca di una soluzione ad un problema difficile da risolvere, da italiani DOC, spontaneamente congiungeremo in avanti le mani muovendole, più volte, dall’ alto verso il basso. In questo caso, al nostro amico chiederemo in mandarino …

怎么办? (Zěnme bàn?) “Come si fa?” ma anche “E adesso?!”

Posto di fronte al quesito precedente, il nostro amico, da buon cinese, si farà certamente in quattro per aiutarci; però, alcune volte, la soluzione appare proprio introvabile. In questi casi noi italiani facciamo semplicemente spallucce portando contemporaneamente le mani, con i palmi rivolti verso alto, all’ altezza delle spalle. Il nostro amico invece esclamerà dispiaciuto …

没有办法!(Méiyǒu bànfǎ) “ Non c’è nulla che si possa fare”

Se invece siamo intenzionati a mettere fretta al nostro interlocutore, il rapido battito di mani in avanti potrebbe non servire senza l’utilissimo …

快点!(Kuài diǎn) o 快点儿(Kuài diǎnr)

Dulcis in fundo di questo piccolo vademecum gestuale per l’italiano in Cina … i numeri!
Imparare a contare in cinese con le dita non è difficile, ma mi è spesso capitato di vedere miei connazionali sprofondare nella più nera disperazione per la loro incapacità di indicare, a gesti, le quantità esatte di cose e persone.
La conta cinese con le dita è, infatti, diversa da quella italiana e, per chiunque stia preparando la sua partenza per la Cina, può tornare utile imparare ad indicare in modo corretto i numeri da 1 a 10 con le mani. Ecco come si fa:

Conta in cinese con le mani

Consiglio finale per gli italiani in Cina: Nel processo di apprendimento di una lingua straniera complessa come il mandarino, i gesti, sebbene in grado di facilitare la nostra comunicazione, rischiano di limitare lo sviluppo delle nostre capacità oratorie; pertanto, una volta in possesso dei termini utili a spiegare i significati di ognuno di essi, sarebbe opportuno esprimere le proprie sensazioni con le parole e non con le mani.
Mariantonietta Fornabaio