Halloween: Racconti del Terrore… made in China

Halloween: Racconti del Terrore… made in China

Il 31 Ottobre è ormai vicino e qual è il miglior modo di celebrare la notte di Halloween se non quello di inquietare i sogni dei nostri lettori?

Ecco allora una piccola raccolta di leggende metropolitane cinesi, storie che dondolano sul filo sottile che separa la realtà e l’immaginazione e che turbano le fantasie di chi le legge o le ascolta.

Incominciamo:

– 5) Il Mitsukoshi Department Store

Tra il 1981 e il 2006, al 500 di Hennessy Road di Hong Kong, si ergeva il Mitsukoshi Department Store, un centro commerciale nipponico passato alle cronache per gli strani eventi ad esso legati. Il luogo infatti, stando alle segnalazioni delle guardie notturne, era stato spesso teatro di strani eventi: gli agenti erano stati più volte testimoni di strani movimenti concentrati perlopiù nel reparto bambini del negozio. Più di una guardia aveva assistito al rovesciamento improvviso di confezioni di mattoncini assemblabili, alla strana caduta black-children-creepy-cute-Favim.com-1403241di bambole o alla propagazione di risate di bambini. Altre commesse invece avevano notato come alcuni giocattoli venissero costantemente spostati dal posto ad essi assegnato ad un altro scaffale. Successivamente fu scoperto che l’area su cui si ergeva il centro era stata la destinazione finale di numerosi civili, tra cui anche diversi bambini, vittime di esecuzioni sommarie. Attualmente l’indirizzo è sede dell’ Hysan Place, altro centro commerciale. Per sapere se ancora oggi i reparti di notte si animano di oscure presenze non resta che interrogare il personale.

-4) Il Bus #375

In una fredda notte di novembre l’autobus 375 di Pechino effettua la sua ultima corsa. Si ferma all’entrata sud di Yuánmíng Yuán (圓明園 – Antico Palazzo d’Estate); l’ultima fermata prevista è alle Colline Profumate e sull’autobus salgono 4 persone: un giovane, un anziano e una coppia. Dopo tre fermate l’autista scruta due figure sul ciglio della strada, non è prevista alcuna fermata, ma fuori è freddo e l’uomo, impietosito si ferma e le fa salire. Gli uomini vestono abiti tradizionali cinesi e rendono ancora più strana l’atmosfera che si respira sul bus. Notando la tensione generale la bigliettaia tenta di rassicurare i 375路passeggeri dicendo che essi certamente sono comparse di uno dei tanti film girati nella zona, ma un senso di irrequietezza sembra inghiottire l’intero bus. Ad un certo punto, il vecchio che non ha mai smesso di fissare gli ultimi arrivati, si rivolge al giovane seduto qualche posto dietro di lui: “Come hai detto?!”. “Dici a me? Io non ho detto niente!”- risponde il ragazzo.  “Oh, certo i tuoi pensieri sono giunti al mio orecchio, io sento tutto…” ribatte il vecchio. Ma il ragazzo insiste “Le ripeto che non ho emesso un fiato, né su di lei né su nessun altro che siede su questo bus! “. Il vecchio allora si fa più determinato – “Occhio a quello che dici ragazzo, mi stai forse dando del bugiardo o peggio ancora del matto?! “. Il ragazzo spazientito sbotta ” Non so quale sia il suo problema, io non ho proferito parola prima che lei mi abbia accusato di averlo fatto, ora mi faccia un piacere, mi lasci in pace ed io tenterò di fare lo stesso, vecchio! “. Udito ciò l’anziano si rizza sulle gambe e avvicinandosi al ragazzo urla “Tu, essere insignificante, non hai neanche idea…Scendiamo pure e vediamo cosa avranno da dire in merito in centrale “. A questo punto l’autista stanco di queste discussioni decide di accontentare la richiesta del vecchio, accosta il bus e li fa scendere a qualche km dall’ultima stazione di polizia prima della lunga strada che porta alle Colline Profumate. Sceso dall’autobus, spazientito e con tutta la rabbia che ha in corpo il ragazzo afferra il vecchio per un braccio e scuotendolo urla: “Qual è il suo problema?! Sa benissimo che non ho detto niente e adesso guardi in che situazione mi ritrovo: sperduto nella notte, senza anima viva in giro, con un vecchio che continua a tenere fisso lo sguardo sull’autobus da cui mi ha appena fatto scendere… Non parla adesso, eh?!”. L’uomo gira lentamente il capo verso il ragazzo e tenendo fissi gli occhi in quelli del suo interlocutore lentamente lascia che le labbra assumono la forma di un sorriso, il ragazzo si sentì gelare il sangue quando l’altro urla : “Dovresti ringraziarmi… Ti ho appena salvato la vita!”. – “La vita?!” chiede il ragazzo. “Gli uomini in costume sul bus…” spiegò il vecchio “non erano umani, o almeno non più, non avevano né polsi sotto le maniche, né caviglie sopra le scarpe, li ho fissati a lungo. Avrei voluto portare tutti i passeggeri con me, ma non era possibile”. Per due giorni non si ebbero notizie né del #375 né dei passeggeri.  Il terzo giorno dopo il suo ultimo viaggio il veicolo fu trovato in un bacino idrico (a Mìyún 密云 ) a chilometri di distanza dalla tratta prevista. All’interno furono ritrovati tre corpi in avanzato stato di decomposizione e del sangue fresco nel serbatoio. I misteri legati al #375 notturno restano ancora numerosi. E’ ancora ignoto come il bus abbia potuto percorrere una tratta così lunga con una quantità di carburante decisamente insufficiente e come sia possibile che dei corpi senza vita da sole 48 h presentassero uno stato di decomposizione così avanzato.

-3) Lo Stagno di Loto

“Sono qui, vieni…” La ragazza mise un piede davanti all’altro, lentamente. L’acqua iniziò a bagnarle le caviglie. ” Vieni da me, vieni…”. L’acqua le raggiunse il petto. “Lasciati andare, è l’unico modo…” Quando anche l’attaccatura dei capelli fu coperta dal’acqua buia presto anche le orbite degli occhi sgranati si spensero nell’oscurità di quel freddo stagno. Di lei e della sua promessa tradita non si seppe più nulla.

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Sono passati anni da quella notte ed un ragazzo rivolge le spalle allo scuro specchio d’acqua nell’attesa che il suo appuntamento notturno abbia inizio. La superficie di tanto in tanto compone dei cerchi concentrici che fanno traballare il riflesso della bianca luna. Fuori è silenzio. I cerchi concentrici, ora più frequenti, iniziano a scontrarsi tra loro, emerge una prima bolla, poi una seconda. Tutte sembrano avere la stessa silenziosa origine. D’improvviso una voce sottile di donna, simile ad un sussurro lontano risuona nella fredda limpida aria notturna: “Dovevi essere qui a mezzanotte, vero?” Attonito il ragazzo lascia andare un inconsapevole “No..” che presto squarcia il silenzio della notte trasformandosi in un urlo terrificato. Dieci dita aguzze e spoglie come rami gli si conficcano attorno alle caviglie e lo trascinano lentamente nell’oscurità dello stagno. All’arrivo dell’amata, tutto ciò che resta del progetto di una fuga d’amore sono denti ed occhi bianchi di un corpo senza vita rivolto alla luna. Lo spirito della ragazza suicida dello Stagno di Loto continua a trascinare a sé ogni ragazzo che di notte si aggira attorno al suo specchio d’acqua, nel tentativo di esorcizzare il dolore dell’abbandono subito quella notte di luna piena quando vide il suo amore fuggire via con un’altra donna.

-2)  La Treccia

C’è una strada nel campus della “Chinese University” di Hong Kong nota come 辮子路 Biànzi lù – La strada della Treccia, così chiamata perché molti studenti giurano di aver visto, di notte, una ragazza con una lunga treccia nera vagare in solitudine.

Screenshot (23)Si dice che in una fredda notte degli anni ’70, una ragazza della Cina continentale partì per introdursi illegalmente ad Hong Kong. In compagnia del suo ragazzo, la giovane donna prese quindi un treno diretto verso la città. Quando però sentì la polizia entrare nella sua carrozza, presa dalla paura di essere arrestata e rispedita a casa, la ragazza disperata si buttò fuori dal finestrino e rotolò giù. L’atterraggio fu molto doloroso e, prima di esalare il suo ultimo respiro, nei pressi della Chinese University, vide che il suo scalpo e parte della sua pelle del viso giacevano a terra lontani dal suo corpo: La sua treccia, durante il salto, era rimasta impigliata nel finestrino ed era stata poi liberata dal ragazzo che, persa ogni speranza di rivederla, aveva proseguito per la sua strada senza curarsi ulteriormente di lei. Il giorno dopo i suoi resti giacenti in una pozza di sangue vennero ritrovati dalla polizia la quale si occupò di far ripulire la zona da quel raccapricciante spettacolo.

Una notte uno studente stava percorrendo “Strada della Treccia” quando vide una ragazza ferma in piedi, nel bel mezzo della via. Essa gli dava le spalle e tutto ciò che il giovane poteva vedere era una lunga treccia che le cadeva sulla schiena. Lo studente allora provò ad attirare l’attenzione di quella giovane donna dall’aria smarrita, ma lei non si voltò. Le si fece ancora più vicino urlando “Hey, hey!”, ma la ragazza assorta in chissà quali pensieri non sembrava curarsi di lui. Fattosi ancora più vicino picchiettò con le dita sulla schiena di lei, ma quando questa fece per girarsi, il ragazzo terrorizzato cadde a terra privo di sensi. Egli spiegò che la creatura sulla sua strada non aveva volto, né occhi né narici, né bocca e che gli si era palesata e disciolta nell’aria nello stesso momento. Lo spettro sembra essersi palesato più volte nelle umide passeggiate notturne degli studenti della Chinese University di Hong Kong che con la sua “Single Braid Road” è entrata a far parte del circuito delle visite guidate ai luoghi cinesi infestati.

-1) La Bambola Cinese

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Questa è probabilmente tra le più raccapriccianti storie che si raccontano per terrorizzare bambini e non; e sfido chiunque, dopo averla letta, a non guardare con sospetto le bambole presenti nella propria casa.

Izzy, una vispa bambina di otto anni, ricevette come regalo di compleanno una curiosa bambola cinese che ribattezzò Sam. Quando la mamma le ordinò di andare a letto, Izzy ripose Sam in cantina e salì al piano superiore per la nanna. Durante la notte Izzy sentì degli strani rumori poi uno strano ritornello “Bambolina bambolina bambolina della Cina giù in cantina, Bambolina bambolina bambolina della Cina sulle scale, Bambolina bambolina bambolina della Cina in camera dei tuoi, Bambolina bambolina bambolina della Cina non ci sono più con noi”… Izzy intontita tornò a dormire. Quando il giorno seguente venne svegliata dal fratello, in lacrime, scoprì che i genitori erano morti durante la notte. Quel giorno Izzy si chiuse nel suo dolore e lasciò Sam in cantina. Durante la notte il sonno inquieto della bambina fu ulteriormente turbato dalle note della raccapricciante canzoncina “Bambolina bambolina bambolina della Cina giù in cantina, Bambolina bambolina bambolina della Cina sulle scale, Bambolina bambolina bambolina della Cina in camera del tuo fratellino, Bambolina bambolina bambolina della Cina non è più a te vicino” La bambina terrorizzata non osò mettere piede fuori dalla sua cameretta e passò lì l’intera giornata. Inevitabilmente, dopo ore di tensione, di notte crollò. Le note ridondanti della stessa canzoncina la svegliarono ancora …”Bambolina bambolina bambolina della Cina giù in cantina, Bambolina bambolina bambolina della Cina sulle scale, Bambolina bambolina bambolina della Cina in casa poi chi c’è?… Bambolina bambolina bambolina della Cina ora viene per te”. Il giorno dopo la polizia, chiamata dai vicini irruppe in casa e trovò le vittime di quel massacro. La casa era ormai vuota e l’unico suono che riecheggiava era la risata registrata di una piccola bambolina cinese che stava probabilmente scegliendo la sua prossima vittima.

Sperando che la mia raccolta di inquietanti leggende metropolitane made in Cina vi sia piaciuta, vi auguro un buon (spaventoso) Halloween…   万圣节快乐! (Wànshèngjié Kuàilè)

Mariantonietta Fornabaio

PS. Se volete conoscere tutti le parole necessarie per sopravvivere alla notte dei morti viventi in cinese ecco un “Glossario di Halloween in Cinese”