Scrittura Cinese: Ideogrammi, Simboli o Caratteri?

Scrittura Cinese: Ideogrammi, Simboli o Caratteri?

Una delle domande più frequenti riguardanti la lingua cinese è come chiamare quei “simboli” o “segni” che ne contraddistinguono la scrittura. Ora, per evitare di scomodare Saussure e altri linguisti moderni, semplificheremo il discorso e definiremo le singole unità grafiche “caratteri”.

Molti credono, erroneamente, che ogni carattere della lingua cinese corrisponda ad una lettera dell’alfabeto, in realtà, nel cinese scritto non esistono alfabeti. Se volessimo azzardare un paragone con la lingua italiana, dovremmo, piuttosto, paragonare i singoli caratteri alle parole, in quanto, ognuno di essi “è un’unità grafica significante” (ha un significato proprio). Ogni singolo carattere, inoltre, corrisponde, in lettura, ad una sillaba.

Va, inoltre, precisato che, mentre nel cinese classico prevalevano le parole monosillabiche, formate da una sola sillaba (quindi da un solo carattere), nel cinese moderno la maggior parte delle parole è formata da due o più sillabe. Da due o più caratteri con significati originari che, insieme, formano un nuovo significato.

Perché non è corretto parlare di IDEOGRAMMI?

Parlare di ideogrammi, riferendosi alla scrittura cinese, non è del tutto sbagliato, ma è decisamente parziale ed impreciso.

Il filologo cinese Xŭ Shèn (ca 58 d.C. – 147 d.C.) all’interno dell’opera  “Spiegazioni sui caratteri semplici e analisi dei caratteri composti” – 说文解字(Shuō wén jiě zì) classificò i caratteri in 6 categorie: Pittogrammi, Ideogrammi, Significati uniti, Composti fonetici, Rotazioni di senso e Prestiti Fonetici.

PITTOGRAMMI & IDEOGRAMMI

Tra i caratteri semplici (wén) Xŭ Shèn inserì i  PITTOGRAMMI (象形), raffigurazioni dirette di oggetti concreti, e gli IDEOGRAMMI (指事), rappresentazioni di idee e concetti astratti.

LTL pittogrammi e ideogrammi cinese

SIGNIFICATI UNITI & COMPOSTI FONETICI

Tra i caratteri composti (zì) troviamo la categoria dei SIGNIFICATI UNITI (会意). Essi sono formati da due o più caratteri semplici che, accostati, danno origine ad un nuovo carattere con un nuovo significato. I COMPOSTI FONETICI (形聲), invece, sono caratteri formati da due elementi: uno costituisce un indizio sulla categoria semantica d’appartenenza (significato) della parola rappresentata; l’altro è un indizio relativo alla sua pronuncia.  Ad oggi, la maggior parte dei caratteri cinesi appartiene a questa categoria.

significati uniti e prestiti fonetici caratteri LTL

NB: Nella terminologia moderna il componente semantico viene chiamato “radicale”, mentre l’indizio sul suono è detto “fonetica”. Le fonetiche non coincidono quasi mai perfettamente con la pronuncia del carattere composto nel quale sono usate ed è per questo che quando si impara un nuovo carattere cinese, bisogna far attenzione a memorizzare contemporaneamente la forma scritta, il significato e anche la corretta pronuncia.

ROTAZIONI DI SENSO

La quinta categoria di caratteri indicata da Xŭ Shèn è costituita dai cosiddetti 转注 zhuănzhù “ROTAZIONI DI SENSO”. Essi sono “caratteri che si spiegano a vicenda”. Tenendo presente che questa categoria, a causa di indicazioni poco chiare, è ancora oggetto di dibattito, possiamo definire i zhuănzhù, caratteri con una radice etimologica vicina, con una pronuncia più o meno simile e che, forse proprio per questo, hanno assunto forme scritte somiglianti.

L’esempio fornito da Xŭ Shèn è dato dalla coppia di caratteri “ (lǎo) e (kǎo) accomunati nel significato di “vecchio” o “antico”. La loro somiglianza è evidente.

PRESTITI FONETICI

La sesta ed ultima categoria in cui vengono raggruppati i caratteri sono i PRESTITI FONETICI o “finti prestiti” (假借). Si tratta di caratteri che, per una questione meramente fonetica (affinità di suono) hanno finito per indicare un nuovo significato senza alcun legame con quello originario.

Esempio: Il carattere (cinese tradizionale) wàn, in passato stava ad indicare lo scorpione; venne poi adottato, per identità di pronuncia, per indicare il numero wàn (diecimila).screenshot-121 Un altro esempio noto
è quello del carattere (cinese tradizionale ) lái, che anticamente indicava un tipo di grano e che, per identità di pronuncia, ha preso poi ad indicare anche il verbo venire.

Sperando che questo articolo sia servito a chiarirvi i dubbi iniziali e che stimoli in voi la curiosità nei confronti della lingua cinese, vi invito a scaricare gratuitamente il nostro ebook “Il cinese senza nodi” e vi do appuntamento al prossimo articolo.

Mariantonietta Fornabaio