Stage in Cina? Il parere degli stagisti

Stage in Cina: Si o no? La parola ai nostri stagisti

La Cina sta diventando una delle più ambite mete per tirocini e stages e le ragioni non sono difficili da capire. Il fascino di un Paese dalla storia millenaria si unisce alla prospettiva di un futuro da protagonista nel panorama dell’economia mondiale. Garantendo ottime opportunità di apprendimento e permettendo un costo della vita relativamente basso, la Cina appare, oggi, come il posto perfetto in cui fare il proprio stage ed acquisire esperienze nel panorama internazionale. Ma cosa ne pensano i nostri Stagisti?

-Cosa ti ha spinto a voler fare uno stage in Cina?

Claudia Stagista Svizzera

Claudia Stagista Svizzera

Claudia: Le ragioni sono tante. Ho studiato cinese e giapponese all’università. Ho vissuto in Giappone per un po’ e mi sono innamorata del
Paese, ma ho poi considerato le molteplici possibilità di lavoro che offre la Cina. Al tempo, le mie capacità non sembravano sufficienti per trovare un buon lavoro ed ho quindi pensato che l’esperienza in un altro settore potesse rendermi più desiderabile agli occhi delle aziende alla ricerca di nuovo personale. La Cina sembrava offrirmi tutte le opportunità che stavo cercando.

Victor: La prima volta che ho sentito che l’economia cinese avrebbe superato quella americana ho pensato: “Devo andarci e vedere cosa succede”. Dopo aver passato un anno universitario a seguire le notizie e a leggere i best seller degli imprenditori cinesi più di successo, ho finalmente avuto l’opportunità di incominciare il mio stage alla fine del 2014. Quindi, senza pensarci due volte, ho riempito la valigia di tutta la mia curiosità e mi sono lanciato alla scoperta di una lingua e di una cultura a me nuove.

Mariantonietta: Ho deciso di fare il mio stage in Cina perché esso rappresentava per me una grande opportunità di arricchire il mio CV e nel frattempo mi consentiva di migliorare il livello del mio cinese (ho studiato cinese all’università in Italia ed in Cina). Tutto a basso costo. Questa opportunità mi ha anche permesso di visitare posti che non avrei mai pensato di vedere.

-Descrivete la vostra giornata tipo in Cina:

Claudia: Sono una persona mattiniera, quindi esco di casa molto presto per andare a lavoro. Ciò mi consente di evitare l’affollatissima metropolitana pechinese. Di solito mi concedo una tazza di tè verso le 8.00 e poi alle 12 vado a pranzo. Anche se nei dintorni della scuola ci sono tantissimi ristorantini economici, in genere ordino il pranzo nello stesso stand della mensa per le aziende perché lì trovo un piatto che si confà alle mie particolari esigenze alimentari. Rimango in ufficio fino alle 17.30 . L’ambiente internazionale di LTL, fatto di studenti e dipendenti di diverse età e paesi di provenienza, mi consente di trascorrere la mia giornata in un’atmosfera amichevole ed aperta: Esattamente quello che mi aspettavo da questa avventura in Cina.

Victor: La mia giornata tipo? Il giorno inizia quando il rumore delle strade mi sveglia. Ed è proprio per strada che faccio colazione. Arrivato in ufficio mi ritrovo in un autentico ambiente internazionale circondato da colleghi provenienti da ogni parte del mondo. Quando a mezzogiorno il mio stomaco brontola, mi precipito in strada e scelgo il mio pranzo (è sorprendente la varietà di cibo che è possibile trovare in un solo quartiere). L’ambiente lavorativo è molto dinamico e le mie capacità lavorative crescono insieme a quelle comunicative. La giornata lavorativa cinese è abbastanza lunga, quindi è necessario avere una forte volontà di lavorare: fortunatamente il mio orario di lavoro è flessibile. Il momento migliore della giornata è certamente la cena, quando condivido i piatti che preferisco con i miei nuovi amici.

Mariantonietta: La mia giornata tipo inizia alle 8.00 con una tazza di caffè. Quando sono pronta, mi precipito nell’ affollatissima metro pechinese dove non mancano gli scatti fotografici dei cinesi sorpresi di trovarmi lì tra loro. Non appena arrivo in ufficio, mi concedo un altro caffè e mi metto a lavoro fino alla pausa pranzo. Finito di mangiare ritorno in ufficio fino alle 18.00. Ovviamente non mancano le chiacchierate con i colleghi e gli studenti di LTL che rendono l’atmosfera leggera, gradevole e vivace.

Come passi il tuo tempo libero in Cina?

Claudia: Dopo la mia esperienza in Giappone, ho capito che il miglior modo per imparare una lingua è relazionarsi con gli abitanti del luogo. In tutta onestà all’ inizio credevo dovesse essere dura per me entrare in contatto con la gente del luogo, in quanto essa, secondo gli stereotipi,sarebbe chiusa e opportunista. Tuttavia ogni mio giro in città finisce con risa, sorrisi e scambi di contatto wechat (il social network cinese). Ho scoperto che i cinesi sono altruisti ed entusiasti di parlare con gli stranieri, a prescindere dal livello di cinese che essi parlano.

Victor Stagista Colombiano

Victor Stagista Colombiano

Victor: Io, come avrete capito, adoro mangiare ed una delle cose che mi appassionano di più è andare in giro con i miei amici alla ricerca di nuovi ristorantini. Ovviamente la Cina è tanto altro. Si possono fare escursioni giornaliere in altre città, si può passare la serata in discoteca, andare sulla muraglia durante il weekend, visitare in bici i quartieri tradizionali, andare per musei ecc… C’è inoltre una grande comunità di stranieri in Cina ed è facile estendere la propria rete di conoscenze e amicizie.

Mariantonietta: Passo la maggior parte del mio tempo organizzando cene ed uscite con i miei amici. Passare le serate tra i locali, i negozietti e le stradine degli Hutong (quartieri tradizionali cinesi) mi consente di entrare in contatto con la popolazione locale sempre incuriosita dai “laowai”(stranieri). Tutto ciò che serve è la voglia di parlare cinese ed il gioco è fatto.

Qual è l’aspetto migliore e più duro della tua esperienza di tirocinio e di vita in Cina?

Claudia: La parte migliore è stata cambiare la mia opinione sulla Cina e sui cinesi. Anche se ci sono ancora delle cose che mi lasciano perplessa, il mio interesse verso questo Paese cresce ogni giorno di più. Il tirocinio mi consente di parlare con gente proveniente da ogni parte del mondo, di condividere le rispettive esperienze e di imparare una lingua sul campo. La parte più dura è stata abituarsi alle condizioni di igiene dei cinesi. Ho parlato di questo anche con un mio amico cinese che condivide a pieno il mio pensiero. Preparatevi ad assistere a sputi per strada ed a furtive dita nel naso!

Victor: Il miglior aspetto di questa esperienza è stato vivere al di fuori della mia “comfort zone”. Affrontare nuove situazioni ed esperienze aumenta la propria consapevolezza, le proprie capacità e permette di scoprire i propri limiti. L’aspetto negativo sono l’inquinamento ed i luoghi eccessivamente affollati.

Mariantonietta: L’aspetto migliore della mia esperienza in Cina è l’essere in contatto con una cultura completamente diversa dalla mia. Vivere qui mi ha inoltre immessa in un circuito di amicizie e contatti internazionali di cui non avrei potuto beneficiare se fossi rimasta nel mio Paese. Sebbene per molta gente l’aspetto più duro del vivere in Cina è adattarsi agli usi e costumi della gente del luogo, per me la parte più dura sono gli addii: dovermi separare dalle persone con cui ho condiviso un’esperienza così importante è sempre molto difficile.

Che consiglio daresti a chi decide di venire in Cina per la prima volta?

Mariantonietta Stagista Italiana

Mariantonietta Stagista Italiana

Claudia: Direi loro: Non dimenticate che incontrerete persone con una storia ed una cultura diverse dalla vostra e che è necessario prendere in considerazione questa diversità prima di dare i propri giudizi. Per chiunque invece avesse paura di recarsi in un Paese di cui non conosce la lingua, il mio consiglio è di munirsi di spirito di avventura e partire. Infine,metterei in evidenza l’interesse e la curiosità verso la cultura e la storia del luogo che si decide di visitare è fondamentale.

Victor: Non esitate! La mia è stata una meravigliosa esperienza fin dal primo giorno. Fate domanda per uno stage che credete soddisfi le vostre esigenze ed aspettative ed iscrivetevi ad un corso di lingua che vi aiuti ad aumentare le possibilità di fare nuove conoscenze. Per me ha funzionato.

Mariantonietta: Il mio consiglio per la gente che viene in Cina per la prima volta è di aprire la propria mente ad una nuova esperienza. Probabilmente, per i primi giorni, sarà un vero e proprio shock culturale, ma presto l’ambiente e lo stile di vita del luogo vi travolgeranno. Questa esperienza sarà certamente diversa da quella che si può fare nel proprio Paese, ma essa merita di essere vissuta e goduta appieno. Poi, una volta tornati a casa, sarete sorpresi da uno shock culturale di ritorno.

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