Terremoto in Italia: gli aiuti dalla Cina

Terremoto in Italia: gli aiuti dalla Cina 

Dopo il terremoto che nella notte del 24 agosto ha colpito il centro Italia, è diventato sempre più arduo distinguere la semplice informazione dalla irrispettosa caccia alle storie, ai dettagli e alle immagini più crude e strazianti. In questo susseguirsi di notizie tragiche, ho pensato di soffermarmi su un piccolo, ma significativo dettaglio: il sostegno che le comunità straniere stanno dando agli abitanti delle zone colpite dal sisma. Malgrado siano in molti quelli che desidererebbero vedere l’Italia popolata solo da italiani, numerose sono state le notizie che mi hanno fatto pensare a quanto possa essere irrilevante, per le popolazioni del luogo, il colore della pelle o la nazione di provenienza delle persone che hanno deciso di intervenire in loro aiuto.

lu kangTra le prime nazioni straniere ad offrire supporto alle zone terremotate c’è stata anche la Cina. Fin dalle prime ore dall’ accaduto, quando già numerosi media cinesi dedicavano ampio spazio alla vicenda, il portavoce del Ministero degli Esteri, Lu Kang,  ha espresso la vicinanza del suo popolo all’ Italia ed ha ribadito la piena disponibilità della Cina ad “intraprendere qualsiasi azione in suo potere per sostenere  ed aiutare il nostro Paese”.  E, mentre la rete diplomatica cinese in Italia attivava le procedure di gestione delle emergenze, dalla provincia dello Zhejiang, partiva un gruppo di specialisti dell’associazione no profit “RAM UNION” già intervenuti in occasione dei più importanti e recenti  disastri sismici in Cina (Sichuan 2008, Qinghai 2010, Yunnan 2014) e all’ estero (Nepal 2015, Pakistan 2015, Ecuador 2016). Come testimoniato dalla dottoressa cardiologa Diana Chin (presente in veste sia di medico che di mediatrice linguistica) , il presidente del team Xu Lijun, accompagnato dalla sua equipe di dieci esperti in “Ricerca e Salvataggio”, insieme ad un ingegnere specializzato in crolli strutturali, si è messo sin da subito a disposizione della Protezione Civile per la ricerca delle persone rimaste bloccate sotto le macerie.

Insieme al team della “Ram Union” giungeva, ad Amatrice, una piccola rappresentanza dei cinesi di Prato che, con un camion carico di beni di prima necessità, ha fatto sentire, sin dalle primissime ore, la vicinanza della comunità sino-pratese alle popolazioni colpite dal terremoto.

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L’intervento sollecito degli immigrati cinesi in Italia non è arrivato soltanto da Prato: a meno di 24 ore dalla prima forte scossa, che ha lasciato senza abitazione migliaia di sopravvissuti, le associazioni dei cittadini cinesi di Firenze*, coordinate dall’ Unione dei giovani italo-cinesi e in collaborazione con la Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, hanno promosso una raccolta di sangue e di farmaci ed inviato, sui luoghi del sisma 4 camioncini con oltre una tonnellata  di provviste (cibo, articoli per l’igiene personale, coperte ecc…)

Se è vero che noi italiani, almeno in questi casi di emergenza, ci riveliamo particolarmente sensibili e solleciti ad aiutare chi è in difficoltà, al popolo cinese va riconosciuta l’intelligenza di aver scelto la solidarietà come un mezzo per costruire un ponte tra le culture e come un’occasione per mettere da parte le tensioni passate.

*Associazione Generale dei Cinesi a Firenze, Associazione Imprenditori Cinesi, Associazione Donne Cinesi a Firenze, Unione Giovani Italo Cinesi, Associazione Wencheng del Centro Italia, Associazione di Ricerca Culturale Italo Cinese Yanhuang.

Articolo a cura di Mariantonietta Fornabaio

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