I Trump, la Cina e il cinese

I Trump , la Cina e il cinese

Da qualche giorno è diventato virale, soprattutto in Cina, il video in cui Arabella Rose Kushner, la nipotina di 5 anni del neo Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parla cinese.

Se si considerano le dure parole che Trump aveva riservato alla Cina durante la sua campagna elettorale: “Non possiamo permettere alla Cina di continuare a violentare il nostro Paese” e tutte le volte che la parola “China” è stata pronunciata nel corso dei suoi comizi, quest’ ossessione per il Paese di Mezzo sembra destinata a perseguitarlo negli anni.

E si può anche sorvolare sul fatto che abbia un appellativo di origine cinese Tycoon ( Taikun (大君) = titolo giapponese derivato dal “Libro dei mutamenti”, il primo dei “5 Classici” della letteratura CINESE)*, ma che parte del suo patrimonio sia investita per far sì che la sua nipotina si esprima così fluentemente in lingua cinese, sembra proprio l’ennesimo paradosso alla Trump.

Ma cosa dice Arabella nei video?

Con indosso 旗袍 qípáo rosso, la piccola erede Trump recita due poesie di epoca Tang. La prima, di 李绅 Lǐ Shēn,  descrive la fatica ed il sudore celati dietro ogni chicco che forma il piatto di riso del contadino.

悯农                      Mǐn nóng

锄 禾 日 当 午     chú hé rì dāng wǔ
汗 滴 禾 下 土。 hàn dī hé xià tǔ;
谁 知 盘 中 餐, shuí zhī pán zhōng cān,
粒 粒 皆 辛 苦。 lì lì jiē xīnkǔ.

La seconda, di 骆宾王 Luò Bīnwáng, esalta l’immagine di oche che “cantano” sull’acqua color di giada, picchiettando con le zampe rosse, con il collo rivolto verso il cielo.

咏鹅                Yǒng é
鹅,鹅,鹅,é, é, é,
曲项向天歌。qū xiàng xiàng tiān gē
白毛浮绿水,Bái máo fú lǜ shuǐ,
红掌拨清波。hóng zhǎng bō qīng bō.

Sperando che la piccola erede Trump possa continuare a coltivare la sua passione per la lingua cinese senza essere presto arruolata come spia per del governo statunitense, vi lascio dandovi appuntamento al prossimo articolo.

Mariantonietta Fornabaio

* Il termine Taikun definiva sovrani indipendenti privi di discendenza imperiale. Il significato letterale è “grande signore” o “comandante supremo”, oggi utilizzato in lingua inglese come “magnate”.